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monumenti di
Prata Superiore
Il
territorio di
Prata Sannita
storia
del
G.A.P.S.
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CAPPELLA DI S. SEBASTIANO
Piccola
chiesa ad una sola navata, posta a metà strada tra il Borgo Medioevale
e l’abitato di Prata Superiore.
Contiene sulla parete di sinistra, in un'ampia nicchia, un affresco del
tardo Cinquecento raffigurante San Rocco piegato su una gamba e con ai
piedi un cagnolino che trattiene tra i denti un piccolo pezzo di pane. I
colori sono ben conservati, le dimensioni sono di circa due metri di
altezza per due metri e mezzo di larghezza.
Al di sotto dell’affresco è posta una fontanina in pietra, ora
mutila, con un putto scolpito a rilievo .
La raffigurazione di San Rocco, che insieme a San Sebastiano era
conosciuto come protettore degli appestati, ed il termine “Ospedale”
con il quale in alcuni documenti del secolo XVIII veniva definita questa
piccola chiesa, rendono verosimile l’ipotesi che questo doveva essere
l’unico ricovero per i viandanti i quali, in quei tempi di ricorrenti
epidemie di peste, venivano albergati fuori dell’abitato per un
periodo di quarantena.
Sulla parete di destra della cappella, ancora quasi interamente
ricoperta di calce, compare uno stemma a due colori ( rosso e verde ) in
cui sono contenuti tralci di viti; è probabile che appartenga di una
delle famiglie illustri presenti in Prata fin dall’epoca medioevale,
poiché se ne conserva ancora il ricordo nel nome di una via del Borgo:
Casa dei Viti.
La famiglia, ora estinta, è ripetutamente citata in un manoscritto
inedito, datato 1708 nel quale compaiono descritte alcune cappelle
intitolate a famiglie illustri di Prata e contenute nella navata
principale della chiesa del convento di San Francesco. Vi si dice: “
L’impresa di detti e veri nobili propii Pratesi e non forestieri, da
che fù ab antiquo Prata Piana, avanti e adesso sono li quarti di essi
come qui si legge: Per impresa nella lapide del sepolcro fa uno scudo
con
la Croce
traversa ravogliata di sotto li viti cioè gli arbori….”
La piccola chiesa godeva di rendite per la sua manutenzione
provenienti da terreni posti nel territorio di Prata: “
La metà della Starza di San Sebastiano della Croce di Prata juxta
divisionem…”, “ Una terra detta
la Nocella
, fine l’ospedale di Prata…” , “ La metà della Starza di San
Sebastiano detta della Croce…” “ Un territorio detto lo Vievoco,
seu lo Parco, di tomoli due, fine l’ospedale di Prata a due lati…”
Inoltre, la chiesetta compare citata ripetutamente nelle relazioni
che il Vescovo della Diocesi di Alife, cosi come tutti i Vescovi delle
Diocesi d’Italia, era tenuto ad inviare alla Curia Romana ogni anno (
Litterae ad Limina ), la prima notizia è dell’anno 1664,
successivamente e precisamente per l’anno 1670 si accenna allo
juspatronato senza tuttavia specificare sotto quale famiglia: “
Ecclesia Sancti Sebastiani de Jurepatronatus…” La citazione
continua annualmente fine all’anno 1778.
Attualmente la chiesa è di proprietà comunale, e versa in stato di
totale abbandono essendo utilizzata come deposito occasionale, anni fa
il G.A.P.S. propose un idea di riutilizzo, magari come sede di una mostra
permanente o di un “Antiquarium” ma al momento esiste solo una
progettazione realizzata di recente per il recupero della struttura in parte occupata anche da una
cabina ENEL .
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